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Iscrizione facoltà di bioetica
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Inaugurazione dell´Anno Accademico 2003-2004

 

Triennio in Filosofia

 

Calendario 2003/04

 

Corso in Scienze Umanistiche

 
ANNO ACCADEMICO 2003-2004
Decano
P. Thomas Williams, L.C.

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Le organizzazione tra etica e profitto

Le organizzazione tra etica e profitto






Intervento di Maria Grazia De Angelis
Associazione Italiana di Studio del Lavoro


Premessa
L’Associazione Italiana di Studio del Lavoro, da anni attento punto di riferimento per quanti si interessano allo studio dei cambiamenti organizzativi, ha sentito l’esigenza di promuovere e realizzare un convegno su “Etica e Organizzazioni” forte della convinzione che non è possibile credere nella responsabilità sociale d’impresa senza incidere significativamente sulla filiera produttiva e sulla struttura organizzativa.

Compito di un’associazione come la nostra è quello di cogliere i segnali deboli che vengono dal mercato e portarli all’attenzione degli associati e del mondo imprenditoriale in generale. Per quanto riguarda la realizzazione di questo convegno AISL deve ringraziare il dott. Giovanni Felice, nostro socio e consigliere, che ha posto all’attenzione del Consiglio Direttivo questa tematica dimostrandone la valenza e l’interesse che sta assumendo per il mondo imprenditoriale. Il dott. Felici, che opera nell’ambito del Servizio Studi della Banca Nazionale del Lavoro, pubblicherà un quaderno AISL sull’argomento che, edito dalla Franco Angeli, verrà inviato prossimamente ai soci e alle persone che ne faranno richiesta.

Etica e profitto stanno a delimitare il territorio entro cui, nel prossimo futuro, le organizzazioni si muoveranno; lo spazio cioè entro cui i manager dovranno trovare nuovi equilibri e soluzioni, mossi dalla consapevolezza che nel lungo periodo il profitto può essere fortemente condizionato dalla percezione che il cliente ha dei comportamenti più o meno responsabili messi in atto dall’azienda.

Aziende che grazie ad un management sciagurato hanno rovinato non solo se stessi ma la stessa validità del marchio, confermano quanto sia attuale l’affermazione di Warren Bufett, uno degli uomini più ricchi del mondo, “ci vogliono vent’anni per costruirsi una reputazione e solo cinque minuti per distruggerla”.

Una frase del genere implica mirare al potenziale di crescita nel lungo periodo, prestare attenzione, non solo al business, ma alla competenza e all’onestà dei vertici aziendali.

Si leggono sempre più spesso dichiarazioni di imprenditori consapevoli che l’etica paga due volte: prima per il servizio reso alla società nel suo complesso e poi perché si traduce in vantaggio competitivo nei confronti di concorrenti non percepiti altrettanto eticamente inattaccabili.

Ernesto Illy in un’intervista apparsa sul “Sole 24” del 26 novembre 2002 sostiene che “ la logica del profitto, della competizione, del prezzo più basso non sempre conviene. Al contrario il mercato ci ha insegnato in questi anni che il comportamento responsabile premia”. Prosegue affermando che questo vale ancora di più per le aziende di marca che sono in qualche modo obbligate a trasmettere ai clienti una serie di valori di cui la marca deve essere portatrice, non solo per la garanzia di qualità del prodotto venduto, ma in qualche modo per una filosofia nella quale il consumatore finale tende a riconoscersi. Conclude ”ci sforziamo di comunicare ai manager che guidano le aziende di marca che i risultati a lungo termine sono di gran lunga preferibili ai profitti immediati. E’ questa la sfida che attende le aziende in un prossimo futuro. Ci sono tre valori che danno equilibrio: fiducia reciproca, rispetto reciproco e onestà”.

Tali affermazioni avvalorano la conv


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